Durante il mio tirocinio, svolto all'ufficio immigrazione e promozione dei diritti di cittadinanza del comune di Venezia, ho avuto la possibilità di vivere e sperimentare in prima persona situazioni che fino a quel momento avevo potuto studiare sui libri di testo e durante i miei corsi universitari.
Un esempio su tutti è l'importanza del creare sin da subito dei legami tra i componenti di un gruppo di persone che dovranno poi condividere un'esperieza più o meno lunga. Nel mio caso si trattava dei primi incontri di presentazione di un gruppo di ragazzi tra i 12 e i 16 anni, di diverse nazionalità, tutti relativamente arrivati da poco in Italia, che avrebbero poi trascorso una settimana in montagna, organizzata dal servizio immigrazione con la collaborazione dei volontari del CAI di Mestre.
Non tutti i ragazzi presenti parlavano bene l'italiano, quindi era importante cercare un modo semplice per rompere il ghiaccio e far si che i ragazzi potessero iniziare a conoscersi.
In quella situazione si è rivelato davvero efficace un gioco semplicissimo: il gioco del gomitolo.
I partecipanti si dispongono in cerchio, e l'educatore tenendo in mano un gomitolo si presenta con poche semplici frasi (es: "mi chiamo Carla, ho 29 anni, vengo dall'italia e mi piace disegnare") poi tenendo un capo del gomitolo lo lancia ad uno dei ragazzi invitandolo a presentarsi agli altri, a trattenere un capo e lanciare il gomitolo a un altro ragazzo. Una volta che tutti i ragazzi avranno ricevuto e passato il gomitolo si sarà creato all'interno del cerchio un groviglio di filo. A questo punto i ragazzi iniziano a districare il gomitolo, passando attraverso il groviglio (vi assicuro che è divertente!) e ogni volta che si incontra un ragazzo si può verificare se ci si ricorda il suo nome.
Questo gioco si è rivelato davvero utile per rompere il ghiaccio all'interno del gruppo, soprattutto lavorando con dei ragazzi stranieri che non parlavano bene la stessa lingua e che fino a quel momento non si conoscevano.
domenica 28 agosto 2011
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